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MOSTRA

Mutsuo Hirano (Hyōgo – Giappone, 1952) è un artista internazionale di origine giapponese che vive e lavora tra Berlino e l’Italia, nei pressi di Orvieto.

Strettamente legata alle proprie vicende biografiche, la sua ricerca artistica è incentrata sull’impiego prevalente della terracotta, materia primigenia carica di significati e di rimandi, con cui realizza sculture e manufatti ceramici di valenza simbolica e fortemente evocativa, attingendo a forme e stilemi, simboli e oggetti liberamente desunti da un immaginario legato tanto alla cultura orientale, quanto a quella occidentale, in un’affascinante commistione che genera un ricercato melting pot culturale.

In questo nuovo progetto dal titolo ROBOT – ロボット  e appositamente concepito per lo spazio espositivo del Vetrya Corporate Campus, l’artista innesca un cortocircuito visivo e di senso tra i concetti di “tradizione” e “modernità”, mettendo in relazione teste e busti di demoni e di antichi idoli riferibili alla tradizione orientale, forme e immagini che guardano all’arte rinascimentale o all’archeologia etrusca, con personalissime rappresentazioni di creature aliene e moderni robot.

Secondo Hirano l’idea del robot arriva da lontano: per gli antichi erano le statue votive, poi le rappresentazioni plastiche dei Santi all’interno delle chiese in grado di creare un collegamento spirituale diretto tra l’uomo e il divino. Oggi sono sofisticati congegni capaci di conversare, di comprendere e reagire alle emozioni.

Uno dei robot in mostra reinterpreta le sembianze di Pepper, l’umanoide simbolo del progresso tecnologico partito dal Giappone. Realizzato in terracotta riunisce in sé la leggenda ebraica del Golem, una statua di argilla animata dalla magia cabalistica, all’idea futuribile di una realtà popolata da esseri umanoidi dotati di intelligenza artificiale.

In un emblematico incontro-scontro tra passato e futuro, tra naturale e artificiale, si aprono così interrogativi e spunti di riflessione di grande e allarmante attualità.